ANSIA, PAURA E FOBIE NEL BAMBINO E NEL RAGAZZO.

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“Mamma ho paura” ,“Per favore non spegnere la luce”, “Posso restare qui con te?”.

Sono espressioni frequenti dei bambini, spesso semplici espressioni del bisogno di vicinanza e contenimento.

Tuttavia le manifestazioni di preoccupazione e paura, se continue e costanti, possono esprimere una vera e propria sofferenza. Come capire la differenza ?

L’infanzia dovrebbe essere un’ età fatta di gioco, vitalità e continui progressi nel percorso di crescita… ma allo stesso tempo i bambini possono essere molto fragili ed esposti. E’ per questo che per i genitori e per le persone che se ne prendono cura è difficile e spesso doloroso trovarsi di fronte a dei bambini che manifestano qualche difficoltà. Sorgono molti dubbi, ci si preoccupa, non si sa come agire e, in certi casi, ci si sente colpevoli.

Quasi il 15% di bambini e ragazzi, d’età compresa tra i 9 ed i 17 anni, soffre di un disturbo d’ansia;

Sebbene i disturbi d’ansia interessino i bambini e gli adolescenti così come gli adulti ,per molto tempo si è sottovalutato l’impatto e la frequenza di questo tipo di disturbi in infanzia e adolescenza. Tale sottovalutazione ha più di una motivazione: da una parte nel bambino le capacità espressive non sono ancora tali da poter esprimere con chiarezza il proprio malessere; dall’altra parte l’ansia nell’infanzia ha caratteristiche molto diverse rispetto a quelle che assume lo stesso disturbo  in età adulta. Inoltre, talvolta, vengono trascurati quelli che potrebbero essere considerati in certi casi“campanelli di allarme” di una qualche forma di malessere emotivo del bambino (apatia, perdita di interesse, problemi di addormentamento e difficoltà a passare la notte nel proprio lettino, risvegli notturni, frequenti lamentele somatiche, ecc.).

I disturbi d’ansia sono i disturbi più frequenti nell’infanzia, sebbene raramente arrivino nello studio dello specialista, rimanendo così spesso non trattati.

Tra i disturbi d’ansia che possono insorgere nell’infanzia troviamo:

  • disturbo d’ansia generalizzato,caratterizzato da persistente preoccupazione e stato significativo di ansia, apparentemente immotivati o eccessivi rispetto alla causa scatenante.
  • disturbo di panico, costituito da una o più crisi acute di ansia e paura. L’ attacco di panico insorge rapidamente , in modo inaspettato, e presenta l’associazione di sintomi fisici e sintomi psicologici.
  • disturbo ossessivo compulsivo, con la manifestazione di ossessioni(pensieri molto frequenti, idee intrusive che sembrano poter emergere nella mente del bambino in qualsiasi momento della giornata e da cui risulta difficile distrarlo o distoglierlo) e compulsioni (atti e comportamenti ripetitivi e/o rituali).
  • fobia specifica
  • fobia sociale: la paura e l’evitamento di situazioni in cui il bambino si può trovare alla presenza di altre persone
  • il disturbo d’ansia da separazione: una eccessiva ansia, considerata l’età, nel doversi separare dai genitori o da altre figure di riferimento.

L’ansia in sé e per sé non costituisce un’espressione di disagio psicologico: essa, in un grado e un’incidenza limitata, rappresenta una normale risposta d’allarme. Essere in ansia di fronte ad  un pericoloso leone che si dirige verso di noi con aria famelica in mezzo alla savana costituisce,a tutti gli effetti,una risposta adattiva e funzionale della nostra mente e del nostro corpo poiché ci prepara alla fuga. Lo stato di allerta che ne deriva porta con séun complesso ingranaggio di alterazioni fisiologiche: il rilascio di cortisolo, l’aumento di attenzione, l’accelerazione del battito cardiaco e così via… Si tratta nel complesso di modificazioni predisposte sapientemente da madre natura per permetterci di correre più velocemente e metterci in salvo. L’ansia, al momento giusto e nelle giuste quantità, quindi, è  funzionale alla nostra sopravvivenza.

Alla luce di ciò, quando l’ansia può essere considerata patologica? Quando si presenta in assenza di un reale pericolo, in modo troppo frequente e/o eccessivo, e ostacola le attività quotidiane.

Nei bambini i disturbi d’ansia spesso non sono associati a verbalizzazioni esplicite sullo stato ansioso (il bambino difficilmente ci dirà: “Mi sento in ansia”), poiché nell’infanzia si ha raramente la stessa consapevolezza dell’adulto. Inoltre l’ansia nel bambino si può manifestare anche sottoforma di irritabilitàaggressività e lamentele somatiche (tra le più frequenti: mal di pancia e mal di testa). In questo senso il bambino ansioso più probabilmente esprimerà il proprio malessere lamentando male alla pancia, ad esempio, piuttosto che riferendo ai propri genitori di sentirsi in ansia).

Cosa può fare il genitore che vuole aiutare il proprio figlio in queste situazioni:

  • Osservare il bambino con attenzione, provando a cogliere dal suo comportamento eventuali segnali di sofferenza.
  • Lasciare che il bambino esprima il suo malessere senza reprimere, sottovalutare o svalutare la situazione che vive.
  • Se sospettate un disturbo d’ansia, consultare uno specialista: lo psicologo possiede le competenze per valutare lo stato psicologico del bambino e darvi le indicazioni e i suggerimenti corretti per aiutare vostro figlio.
ANSIA, PAURA E FOBIE NEL BAMBINO E NEL RAGAZZO.
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